To be or not to be. To do in order to be. To be a place to live.
Essere o non essere. Fare per poter essere. Essere un luogo da vivere.
Come può un progetto di ricerca antropologico-linguistico essere funzionale a un progetto di branding e posizionamento di un marchio,
essere utile per l’identità di un collettivo, di un gruppo o della vendita di un prodotto?
Il fil rouge che ha tenuto insieme tutta la ricerca è stato l’approccio alla cultura catalana, con gli stessi strumenti di studio che un etnografo -digitale e non- utilizza per osservare una comunità e il suo operato on-line. Le pratiche culturali, la psicografia e geografia, i sistemi di valore, il linguaggio e la relazione che la tribù vive con il luogo. Un’icona globale declinata nel proprio mondo culturale, attuando così un processo valoriale, è un buon modo per comprendere come avvengono delle dinamiche all’interno di una cultura.
Ci basti pensare che il soggetto non sia Shakespeare, sostituire questa parola con brand/marchio, quali strumenti di analisi credi possano servire per studiare il tuo cliente, il consumer che deve accoglierti nel suo mondo? Quali interessi e come fai a comprenderli, se non attraverso un’analisi?
Il progetto di ricerca universitario di 4 anni mi ha portato alla più utile scoperta sul metodo.
Non tanto per il tema – che a livello linguistico e socio-culturale è un colosso da affrontare,
bensì per l’approccio che ha contribuito a dare forma a un metodo che tutt’ora mi serve come ispirazione e parametro per comprendere la relazione tra il cliente e il mercato di riferimento.
Il perno dello studio che ho svolto si riassume in tre direzioni:
Shakespeare ( nello specifico Hamlet e Coriolano) visti in chiave di processo valoriale del mondo culturale e identitario catalano.
Il concetto di common ground* e l’utilizzo di un testo drammatico e di un personaggio come affermazione di un’identità.
Barcellona come luogo internazionale, una smart city che ha una morfologia urbana molto distante dal canone spagnolo, ibridandosi su un modello internazionale.
*Common ground significa letteraralmente territorio comune. Nello studio svolto ha un’accezione molto più ampia e al contempo specifica. È un tema bellissimo di cui ti parlerei volentieri davanti a un caffé.
Se t’interessa la mia esperienza professionale e stai pensando a una consulenza scrivimi!